Ciao gente,
attualmente gioco a fare il piccolo fisico teorico a Valencia, in Spagna, dove ho vinto una borsa di dottorato. Dalla laurea al conseguimento della borsa sono passati quattro mesi, più altri due prima di prendere possesso della mia scrivania di dottorando: in tutto sei mesi durante i quali ho fatto qualche esperienza di colloquio e vagliato proposte di lavoro che, a prescindere dall’esito, consiglio a tutti in quanto “formative”, oltre che grottesche.
Il venditore porta a porta
Già prima di laurearmi, avrei voluto sapere che cosa mi sarebbe successo dopo, quindi cominciai a fissare qualche appuntamento per dei colloqui.
In particolare, due giorni dopo la laurea, mi presentai per una posizione di “venditore porta a porta” che, incredibilmente a dirsi, è uno dei lavori più ricercato oggi in Italia o, almeno, a Roma.
Arrivato nelle sede di questa società ,mi resi subito conto che, mentre aspettavo, qualcuno nella stanza accanto stava facendo “festa”. O almeno così credevo, avendo sentito musica ad alto volume e qualcuno che parlava ad un microfono. Dopo una mezz’ora capii che quella che avevo ascoltato era la sessione motivazionale a cui venivano sottoposti tutti i giorni i venditori dai loro capi: la lezione consisteva in un capo vendite che urlava cose per fomentare l’estro commerciale dei venditori, il tutto a ritmo di musica, battendo le mani tutti insieme appassionatamente.
Scartata l’opzione “venditore porta a porta” mi sono cimentato nell’invio di curriculum: il miglior modo per trovare lavoro, se non avete particolari aspettative o agganci, è certamente quello di “lanciare” curriculum vitae a qualunque indirizzo email troviate in rete. A volte capita che i curriculum arrivino all’attenzione della persona giusta nei modi più disparati. Con questo sistema ho raccolto, tra le altre cose, un colloquio per vendere aiuti umanitari. Il mio ruolo sarebbe dovuto essere quello di convincere la gente a versare mensilmente una donazione per tutta una serie di organizzazioni umanitarie.
Quello che mi è apparso chiaro osservando il mondo delle vendite è che bisogna avere la forza mentale di sapere che se oggi guadagni tanto domani potresti non guadagnare nulla e che, comunque vada, per riuscire devi saper essere abbastanza spietato. La competizione è all’ordine del giorno e viene spacciata per un gioco, ma a me è sembrato che chi ci lavora tenda ad essere alienato dal meccanismo.
Il “problem solver” e le aziende di consulenza
Chiaramente quello delle vendite è un settore dove non serve essere laureati in fisica. Tra i colloqui che invece ho guadagnato grazie alla laurea in “discipline scientifiche” il più interessante è sicuramente quello come “problema solver” in Accenture. In generale le società di consulenza come l’Accenture cercano sempre laureati in fisica, matematica & co.
Sull’Accenture in particolare posso dire che pagano bene e prevedono sempre un periodo di stage formativo retribuito. Tuttavia, a detta del popolo e anche a detta di quelli che lavorano lì (quasi se ne vantavano mentre ce lo confermavano al colloquio di gruppo), si lavora tanto (ma tanto tanto) e bisogna essere disponibili a muoversi continuamente (le consulenze possono essere nei posti più disparati in una certa area geografica in cui normalmente si viene assegnati: più si è disponibili ad allargare l’area e più si hanno possibilità di carriera).
Gli uffici di Job placement
Un canale molto interessante per la ricerca di un lavoro sono gli uffici “Job placement” o “Job qualche-cosa” che sono presenti ormai in tutti gli atenei e in tutti i comuni italiani: basta cercare sui siti internet di questi. Iscrivendosi alle mailing-list o depositando il proprio curriculum nelle loro banche dati si ricevono informazioni fresche sulle società, enti pubblici ed esercizi commerciali alla ricerca di personale. Nel mio caso posso dire che l’ufficio Job placement dell’Università Roma Tre è ben organizzato, aperto a tutti e soprattutto mi ha aiutato a compilare un curriculum vitae e una lettera di presentazione facili da consultare e completi.
L’arrivo al dottorato
La mia ricerca di un lavoro è durata fortunatamente poco ed è terminata con la vittoria di una borsa di studio di dottorato in Spagna. A proposito di questo ambito posso dire che:
• In Italia ho tentato di accedere a due dottorati in due università diverse e la sensazione è stata che per entrare non basta essere il “+ bravo/a”, ma è comunque necessario avere un professore che sappia dove indirizzarti;
• all’estero (io ho fatto domanda in Spagna e in Cile), pur essendoci dinamiche di potere come in Italia, si può vincere una borsa anche senza avere nessuna particolare raccomandazione o conoscenza (io per esempio ho vinto con due lettere di presentazione assolutamente “anonime”, senza nessuna particolare nota di merito).
Ad oggi combatto per la buona riuscita del mio dottorato. Dopo non si sa bene quali potranno essere le possibilità: statisticamente una buona fetta di quelli che lo completano (stimerei un 70%) successivamente vincono un postdoc o lavorano in aziende in cui il dottorato è un titolo apprezzato (queste aziende praticamente non esistono in Italia). Per quelli che si ostinano a fare fisica anche dopo il dottorato, finito il/i (probabilmente più di uno) postdoc l’aspettativa di vita è incerta: la grande scrematura c’è per i posti di ricercatore che sono molto più difficili da trovare rispetto ai dottorati o ai postdoc.
In generale vale la regola che non c’è regola: per esempio oggi i posti da ricercatore sono pochi, ma non è detto che tra tre anni non ci sia una variazione significativa dei posti disponibili. Questo tipo di fluttuazioni sono fortuite e credo che sia difficile poterle prevedere a lungo raggio, anche se la tendenza alla diminuzione dei fondi disponibili non fa intravedere grandi prospettive.
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- Alcuni link utili:
Almalaurea, Jobsoul, University Roma 3, Manpower, JobsCareer, Accenture, …

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